Simo*


In vacanza da una vita

E’ trascorso poco meno di un mese dal mio ultimo giorno di lavoro, da quell’ultimo giorno di una vita estiva che tanto vita non è, che ti assorbe completamente nei suoi meccanismi e nei suoi ritmi lavorativi, che non lascia tempo per se stessi, per l’introspezione, per i tuoi amici. Vivere avendo la sensazione di non vivere davvero, è stato ciò che mi ha tormentata quest’estate.
Eppure ho come l’impressione che siano passati mesi, anni da quella mattina che ho chiuso per l’ultima volta la porta della mia camera. Ho una percezione del tempo distorta, abituata com’ero a vivere le mie giornate velocemente, unicamente in funzione di quel posto, trascurando altre cose imporanti. Come il mio blog, a parte qualche sporadica "apparizione" dal sapore esageratamente deprimente. Quante volte, stando là ho desiderato avere la tastiera di un notebook tra le mani per poter fissare certe sensazioni, certi pensieri che solo quel posto era ed è capace di suscitarmi.

In questo mese sono successe molte cose più o meno importanti, piccoli segni che qualcosa sta, finalmente, cambiando, muovendosi verso altre direzioni e spezzando quel circolo vizioso fatto dalla monotona alternanza università/lavoro.
Se nell’ultimo articolo scrivevo dell’università lasciata macerare tra le mie indecisioni, occupata com’ero a complicarmi la vita con altri pensieri più o meno – ma io propendo per la seconda scelta – razionali, ora posso dire di essermi totalmente lasciata indietro queste incertezze.

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Ringraziamenti

La settimana critica degli esami e dei presami è finita.
Grazie al cielo tutto è andato bene., anche se aspetto ancora un risultato.
Grazie al mio "portafortuna" che, con pazienza, rispondeva ai miei messaggi senza senso prima delle interrogazioni.
Grazie a B. per la serata di ieri: abbiamo recuperato alla grande il nulla di fatto del primo maggio.
Grazie alle scarpe nuove che mi hanno fatto ballare tutta la notte.
Grazie al magnifico mal di testa che mi accompagnerà fino a domani mattina.
Grazie al nuovo cd di CapaRezza. Già dai tempi de "Il secondo secondo me" avevo capito il genio che si nascondeva. Alla faccia di chi lo ricorda solo per "Fuori dal Tunnel"
Grazie a Zara e alla maglietta dei Clash, che cercavo da tempo e che non pensavo di trovare proprio nel reparto bambino. E’ sempre bello scoprire che le magliette taglia 9-10 anni mi stanno a pennello.

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A complicated post

Volevo scrivere qualcosa sul Festival di Sanremo. Ma ormai è troppo tardi. Ho lasciato passare più di una settimana e ormai nessuno si ricorda nemmeno che c’è stato un festival qualche giorno fa.
Avevo in mente di scrivere qualcosa di brillante e ironico su quella che si preannuncia una fantastica campagna elettorale, ma poi ho visitato il sito di Daniela Santanchè e ho capito che non sarei mai riuscita a toccare vette di comicità così elevate. Consiglio di visitare e di leggere attentamente la sua biografia, la "Daniela Santanchè Story". De Amicis in confronto a lei diventa un Federico Moccia qualsiasi. 
Poi ho immaginato di scrivere di questa nuova settimana e delle nuove lezioni, ma, ogni volta che scrivevo le prime dieci parole, crollavo addormentata dalla noia nella tastiera.
Infine volevo dedicare un post sull’amore, sulle donne, sui sogni che si possono realizzare eccetera eccetera prendendo spunto dal film visto mercoledì su Raiuno ("Pretty woman") . Ma, purtroppo, mi sono addormentata più o meno a metà film e non ho potuto vedere il colpo di scena finale[*]. E non è da sottovalutare nemmeno lo shock che ho avuto quando, riaprendo gli occhi dopo circa due ore, mi sono vista il faccione truccatissimo di Berlusconi, al posto del sorriso sornione – ma sempre abbastanza affascinante –  di Richard Gere. I primi 5 secondi ho pensato sul serio che, di questi tempi, il Cavaliere fosse arrivato addirittura ad insinuarsi anche nei film.

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Notizie dal fronte

 

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Aspettando il 31

Il bello del mondo dei blog è che nessuno ti chiede che fine hai fatto. Puoi anche smettere di scrivere per 3 mesi e spuntare all’improvviso con un nuovo articolo.
Non mi va di scrivere tutti i giorni, non mi va di scrivere tanto per scrivere.  Sono per il "poco ma buono", piuttosto che per il "tanto e anche scritto male". Non mi piace scrivere di politica: scivolerei inevitabilmente nel qualunquismo. Non mi piace parlare sempre dell’università: in fondo a chi importerebbe conoscere le farneticazioni di una "povera" studentessa di economia. Non saprei nemmeno che argomenti scegliere: sono in periodo di esami e la mia vita sociale è proprio ridotta al minimo, purtroppo.

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Lezioni di marketing

E anche quest’anno le feste sono giunte al termine. Sono sopravvissuta ai pranzi con i parenti, al cenone e alla baldoria di Capodanno e, infine, ai dolci dell’Epifania. Non so quanto tempo ci vorrà per smaltire gli eccessi di queste due settimane e per riappropriarmi dei miei soliti ritmi. Sinceramente non avevo nessuna intenzione di riprendere la vita regolare di sempre, non mi sarebbe dispiaciuta l’idea di vivere perennemente nei giorni che vanno dal 23 dicembre al 6 gennaio. Anche se, a dirla tutta, se proprio potessi scegliere, preferirei vivere come se fosse sempre estate.

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Pensieri sparsi di un lunedì d’autunno

Lo dice anche la Bibbia: il mondo è inziato il lunedì. Lunedì è il giorno in cui solitamente decido di iniziare qualcosa di nuovo: smettere di fumare e di mangiare pane (perché fà ingrassare), iscrivermi in palestra, inziare a studiare per l’esame di novembre. E sempre lunedì è il giorno in cui puntualmente questi buoni propositi cadono nel vuoto. Svaniscono con la stessa velocità con cui li ho pensati. "Tanto ho ancora una settimana intera per decidermi…." e l’antifona si ripete all’infinito ogni inizio settimana, ininterrottamente sino alle porte dell’estate o alla vigilia di qualche esame importante, quando ormai è troppo tardi anche per pentirsi.

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God save the Queen

God save the Queen, il principe Charles, Camilla, William e tutti i reali inglesi. Ma soprattutto salvi il lettore di madrelingua: un grande!!

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Ma io cosa devo pensare?


Personaggi: Io, la mia collega (A.)
Luogo: fuori dalla copisteria, dopo la lezione

Prologo:
Quest’anno hanno cambiato i piani di studi e, in particolare, hanno spostato un esame – Marketing – dal secondo semestre del secondo anno al primo semestre del terzo anno. Chi si è immatricolato l’anno scorso (e dunque quest’anno si trovava al secondo anno) doveva ancora seguire il vecchio piano. Quindi, almeno fino a quest’anno accademico, il corso di Marketing doveva tenersi in questo periodo. Ma ovviamente stiamo parlando della facoltà di Economia di Cagliari, mica di una facoltà qualunque e hanno applicato il nuovo piano di studi per gli anni successivi al primo già da quest’anno. E, sorpresa, sorpresa, Marketing ovviamente non c’è.

Atto Unico:
A: Oggi io e L. siamo andate all’ufficio orientamento a chiedere per Marketing…
Io: Davvero? Io non ho avuto tempo per andarci. Cosa vi hanno detto?
A: Hanno detto che molte persone hanno fatto notare l’errore. Che si sono sbagliati e non se ne sono accorti!
Io: Ah…e cosa fanno questi qui tutto l’anno?
A: ….però hanno detto che possiamo seguire un esame a scelta
Io: peccato che le lezioni di quasi tutti gli esami a scelta siano nel primo semestre. E’ rimasta poca scelta
A: Mi hanno dato un opuscolo. Che ne dici di Geografia economica?
Io: Primo semestre.
A: Storia economica?
Io: Primo semestre.
A: Diritto del lavoro?
Io: Primo semestre.
A: Teoria dei cicli produttivi?
Io: Primo semestre
A: Merceologia?
Io: indovina un po’…
A: Guarda questo semestre c’è organizzazione aziendale?
Io: Stai scherzando, vero?
A: Ci toccherà darlo l’anno prossimo inisieme a tutti gli altri
Io:….
A:….
FINE

Morale della favola: Ma cose le paghiamo a fare le tasse? Ma c’è qualcuno che lavora? Certo, se qualcuno dell’ufficio orientamento mi procurasse una macchina del tempo sarebbe tutta un’altra cosa.


Meno uno….


Fatto! Dato! Già dimenticato! Scusate, ora vado a bruciare il libro e il codice civile.