Simo*



Il giro di boa

 

Credo che questo ferragosto abbia pareggiato i conti con una stagione davvero pessima in tutti i sensi. Era da quasi cinque anni che non festeggiavo un ferragosto in spiaggia: è stato un piacevole tuffo nel passato, un delirio totale. Vedere le nostre facce sconvolte la mattina dopo è stato ancora più divertente.

E dopo il "giro di boa" penso se mi conviene rinnovare -  ormai sono qui da fine maggio, cosa cambiano due settimane in più? -  ma poi penso a tutte le cose che devo fare a settembre, all’università lasciata nel limbo delle mie indecisioni, al test di ammissione per la laurea magistrale, all’insostenibile situazione che si sta venendo a creare al lavoro e in camera. Mi piace stare da sola, avere i miei spazi ed essere costretta a stare a così stretto contatto con altre tre persone, senza avere un minuto per farsi gli affari propri, sta diventando un’esigenza. Perché io lo so, perché io mi conosco. Sto per arrivare al colmo, non voglio esplodere. Oggi stava per succedere: loro si lamentano spesso (e non a torto) ma alla fine continuano a sguazzare nel lago della propria autocommiserazione perché consapevoli di non avere alternative a questa vita fatta di stagioni e di valigie sempre pronte. Faccio finta di essere partecipe dei loro discorsi, ma mi annoio a sentire le stesse cose per l’ennesima volta. Perché io non mi sento come loro, io posso scegliere, io ho un’alternativa. Ho scelto di continuare "a perdere tempo a studiare" per usare una delle loro uscite infelici. Loro cercano un posto di lavoro fisso, per potersi sistemare, per poter fare radici. Io, forse per colpa della giovane età, voglio fare nuove esperienze, cambiare, stravolgere la mia vita, rovesciare i miei punti di vista, vedere nuovi posti, incontrare nuove persone. Sarà per colpa di questa sete che mi sento un po’ stretta in questo doppio ruolo di studentessa che ancora non può permettersi di crearsi una propria indipendenza e di lavoratrice in un posto che ormai conosce talmente bene da non poter offrirle più alcuno stimolo.

 

Se penso a quello che mi disse N. una notte: "Si vede troppo che con questo posto non c’entri nulla, che lo fai perché devi e non perché vuoi!". Ha capito più lui di me in un mese che io in una vita intera. Io sono solo chiacchiere e nient’altro.




Commenti

  1.    1 marco says:

    non lasciare per strada i tuoi sogni, rincorrili sempre (finche puoi)!!!

    Posted 20 Agosto 2008, 08:23
  2.    2 maria ada says:

    Ciao Simona,per il momento devi adattarti,ma secondo me riuscirai a resistere i due anni che mancano per avere la laurea,che ti consentirà poi di scegliere.Se ne hai la possibilità ti consiglio di fare domanda per l’Erasmus,là davvero allarghi tantissimo i tuoi orizzonti.Ti mando un grosso abbraccio

    Posted 21 Agosto 2008, 15:29
  3.    3 mat says:

    nn abbatterti simo, ne hai di strada da fare, di cose da fare, di esperienza da vivere al meglio e di esperienze da lasciarsi alle spalle velocemente.

    l’importante è andare avanti sempre!

    Posted 6 Settembre 2008, 11:55
  4.    4 Cristinalagina says:

    Ehilà, c’è nessuno??

    Posted 1 Ottobre 2008, 12:21