Simo*


Immagini, ritorni inaspettati e riflessioni varie ed eventuali

Alla fine ieri sera sono uscita. Sempre lì, sempre al solito posto. Era davvero tanto tempo che non ridevo così tanto. E questa volta non era nemmeno colpa del gin lemon o di qualche altra strana sostanza. Quel personaggio di B. è tornato dopo 6 mesi di latitanza e, già dalla prima frase, avevo capito la piega che avrebbe preso la serata. Tra una risata e uno sguardo nostalgico alla scorsa estate, la serata ha preso una piega sorprendentemente inaspettata. E poco importa che fossi sempre lì al solito posto. Io sono per il cambiamento – ogni tanto fa bene – ma spesso l’ottusità dei pregiudizi futili è difficile da superare. E si preferisce restare dove si è, piuttosto che "rischiare". Anche quando il rischio riguarda solo spostarsi di pochi metri più in là.
Domanda: come si fa a comportarsi da sciocchi senza vergognarsi e senza aver nemmeno un goccio di alcool in corpo? Io ancora non l’ho capito.

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Senza titolo

Avvertenza prima di leggere: mi scuso per questi ultimi interventi molto brevi e per questo intervento un po’ deprimente. È un periodo un po’ così, poco definito, con mille incertezze. E io odio le incertezze. Per me dovrebbe essere tutto chiaro, semplice, lineare e razionale. È solo un periodo: passerà anche questo.

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Pasqua! (ovvero: il bello di queste feste è che durano solo un giorno)

"Pasqua con i tuoi, ferragosto con chi vuoi (e anche con chi non vorresti, come nel mio caso)".
Forse sto confondendo le festività. Non importa, perché tanto è lo stesso. Non mi abituerò mai ai mega pranzi da 1000 portate con i parenti. Zie che ti chiedono 5 volte se vuoi assaggiare un altro pezzo di lasagna, se vuoi ancora un po’ di carne o se vuoi assaggiare i ravioli fatti in casa. Una cosa è sicura: la parte di me che mai si abituerà a tutto ciò è il mio stomaco.

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Trovato

Questi ultimi giorni ho trovato:

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La festa “dei fiorai”

Che gli argomenti in questo periodo pre-primaverile latitassero, si era già capito dal mio post precedente.
Che la gente che ha tanto (ma davvero tanto) tempo libero da sprecare commentando a sproposito, si era capito ancora di più da alcuni commenti di questo post.
Che la festa della donna sia solo l’ennesima trovata studiata a tavolino da qualche oscura lobby di floricoltori e fiorai che, pur di vendere ramoscelli di quegli orribili fiori rinsecchiti chiamati "mimose", sarebbe disposte a tutto, non aveva bisogno di ulteriori approfondimenti in un post apposito.

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A complicated post

Volevo scrivere qualcosa sul Festival di Sanremo. Ma ormai è troppo tardi. Ho lasciato passare più di una settimana e ormai nessuno si ricorda nemmeno che c’è stato un festival qualche giorno fa.
Avevo in mente di scrivere qualcosa di brillante e ironico su quella che si preannuncia una fantastica campagna elettorale, ma poi ho visitato il sito di Daniela Santanchè e ho capito che non sarei mai riuscita a toccare vette di comicità così elevate. Consiglio di visitare e di leggere attentamente la sua biografia, la "Daniela Santanchè Story". De Amicis in confronto a lei diventa un Federico Moccia qualsiasi. 
Poi ho immaginato di scrivere di questa nuova settimana e delle nuove lezioni, ma, ogni volta che scrivevo le prime dieci parole, crollavo addormentata dalla noia nella tastiera.
Infine volevo dedicare un post sull’amore, sulle donne, sui sogni che si possono realizzare eccetera eccetera prendendo spunto dal film visto mercoledì su Raiuno ("Pretty woman") . Ma, purtroppo, mi sono addormentata più o meno a metà film e non ho potuto vedere il colpo di scena finale[*]. E non è da sottovalutare nemmeno lo shock che ho avuto quando, riaprendo gli occhi dopo circa due ore, mi sono vista il faccione truccatissimo di Berlusconi, al posto del sorriso sornione – ma sempre abbastanza affascinante –  di Richard Gere. I primi 5 secondi ho pensato sul serio che, di questi tempi, il Cavaliere fosse arrivato addirittura ad insinuarsi anche nei film.

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