Simo*


Ti amo.


Avvertenza: questo è uno di quei post stile “Trottolino amoroso dudu-dadadà” “Senza te o con te, la mia vita” “Di sere nere, che non c’è tempo e non c’è spazio…” eccetera eccetera, tutto condito con abbondante miele e zucchero. Quindi se odiate questo genere, o semplicemente siete diabetici o state seguendo una dieta ipocalorica, state alla larga e – come diceva il mio prof di italiano – tirate innanzi. Altrimenti leggere pure. Ma poi non dite che non vi avevo avvisati!!
Per i gestori di Tiscali Blog: se questo post non arriva in home page, inizierò a parlare esclusivamente di poveri cuccioli abbandonati, con la conseguente trasformazione di questo blog. Sembra che sia l’unico modo per arrivare in home page.
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Ti amo.
Ricordo ancora la prima volta che ti vidi: stavo per finire il mio secondo anno di superiori. Ancora un mesetto e sarei partita a Roma per 20 giorni, lasciandomi quest?isola alle spalle. Quest?isola che, già a 16 anni, stava iniziando a starmi stretta. Chi l?avrebbe detto che ? al mio ritorno – grazie a te avrei passato due delle estati più belle della mia vita (fin?ora)? Chi l?avrebbe detto che avremo vissuto assieme tante esperienze indimenticabili?
Ricordo la prima volta che ti presi per mano. Ero insicura, intimidita da te. Esitavo a uscire con te. Non andavamo più lontano della mia strada. Col tempo tutto è cambiato. Ho smesso di guardarti con gli occhi sorpresi di chi, per la prima volta, assaporava momenti di libertà. La sicurezza rimpiazzava la timidezza. Ormai avevamo imparato a conoscerci e a fidarci l?un l?altro. Abbiamo avuto i nostri alti e i nostri bassi. Ci sono stati i momenti in cui mi hai fatto credere che mi avresti abbandonato. Ci sono stati anche i momenti in cui mi hai voltato le spalle, lasciandomi a terra, buttandomi giù come nessun altro. Eppure siamo sempre tornati assieme: il nostro legame era più forte di prima, come se ogni volta ne uscisse rafforzato e rinnovato. Acquistavo sempre più consapevolezza del mio ruolo. Ormai ero io quella che aveva il comando della situazione. E quest?inversione di ruoli ? lo so ? non ti è mai andata giù. Per quello ogni tanto ti ?ribellavi?.
Eppure sembrava non potesse finire mai. Mi hai regalato due estati incredibili. Eravamo sempre in giro: al mare, in piazza, in discoteca, al mare, a casa di qualche amico a fare l?alba. ?Questa casa non è un albergo, mia cara!? mi ripetevano i miei genitori. ?Infatti! Almeno in albergo ho il servizio in camera assicurato!? rispondevo io, prendendomi gioco di loro. Eravamo sempre noi due, noi due e il nostro gruppo di amici.
Adesso sono passati 5 anni da quella fatidica prima volta. Sono cresciuta: le mie estati sono un po? diverse da quelle di qualche anno fa. Anche io non sono la stessa di 5 anni fa. Il gruppo dell?estate piano piano si è sgretolato e ora non esiste più e mai più tornerà. Abbiamo tutti intrapreso strade diverse: siamo cresciuti. Ogni tanto le nostre vite si incrociano ancora: alcuni non si rivolgono più la parola da anni, altri hanno tolto il saluto senza motivo, altri non hanno più tanto da dirsi come un tempo, altri sono partiti lontano per non tornare, altri hanno deciso di mettere la testa a posto e smettere di vivere come ospiti di un albergo. Un gruppo di amici, diventato un gruppo di quasi perfetti sconosciuti.
E noi? Adesso non è più come prima anche per noi. Ormai sono poche le volte che ti prendo per mano e usciamo ancora assieme.
Da parte mia ci sarà sempre eterna gratitudine. E tu non hai preteso altro che un po? di benzina ogni tanto. E mi portavi ovunque io volessi, nonostante molto spesso ti spegnessi proprio in mezzo alla strada. Nonostante le mie stupide cadute, mi sono sempre rialzata. E mi portavi lontano verso il mare, i falò, le notti infinite dei miei 16 e 17 anni. Ti amo scooter. Non ci sarà auto o moto che mi farà mai dimenticare te.

Sorpresi?

P.S. la foto potrebbe non corrispondere in tutto o in parte alla realtà


Scrivi un titolo significativo e originale, in modo da attirare l’attenzione del lettore


Non ho vinto al superenalotto, tantomeno un meteorite si è schiantato sulla mia casa polverizzandomi all’istante, e ancora meno ho trovato un argomento di economia che desidero condividere con chi ha la (s)fortuna di capitare nel mio blog. Magari appena riesco a capire qualcosa di macroeconomia, potrò anch’io atteggiarmi a grande esperta di economia e potrò dire la mia sulle sorti del Paese. Magari chiamo Bruno Vespa e gli chiedo se mi invita alla prossima puntata di Porta a Porta dedicata alla finanziaria.
E allora perchè scrivo??
Così, giusto per non perdere l’abitudine.
Gennaio, mese di saldi: ho già fatto un po’ di compere, niente di speciale. Quello della settimana scorsa è stato solo una specie di “riscaldamento” in vista delllo shopping vero e proprio: una polo a righe (davvero bella), una canottiera (che d’inverno ci sta sempre bene) e un maglione scuro quasi come lo volevo io. Mi aspetta proprio un mese alla grande per me e per le mie finanze.
Febbraio, mese di esami. Ahi, ahi, ahi. Che brutto argomento. Meglio saltare e passare alla domanda di riserva.
Marzo, mese di…forse sto andando troppo in là. Meglio se mi fermo.
Per quanto riguarda l’uomo “del mese”, ci sto lavorando – woman at work . Anche se il mese è già a metà. Vabbè, al massimo sarà l’uomo della settimana.

E adesso scappo a cambiarmi, che sono in ritardo! Come al solito.
Come diceva una persona che conosco: “Presto, che è tardi!”

P.S.: non sapevo come intitolare questo articolo e allora ho scelto un titolo originale. Vi ho fregato, vero? :P


Anno nuovo……..vita praticamente identica!!!


Sottotitolo: Sono tutte cazzate le promesse che si fanno a Capodanno

Sarà la terza volta che inizio a scrivere, senza concludere nulla.
Non ho molto da raccontare: mi aspettano due mesi molto duri. Devo dare 3 – forse 4 – esami da qui a febbraio e ho iniziato ben poco. Spero sempre nella mia buona stella.
Per quest’anno il mio unico proposito sarà solo quello di non fare propositi. Per carità. Mi mettono una tristezza infinita: promettere di fare qualcosa, di migliorarsi solo perché sta per iniziare un nuovo anno. Tutte sciocchezze che si dimenticano nel giro di pochi mesi. Tutte cose che non si realizzeranno mai: sarò più buona, più paziente, inizierò a fare questo, a fare quello….patetico! Preferisco non mettermi nessun obiettivo, ma prendere la vita come viene, senza forzarla troppo.
Potrà sembrare un atteggiamento troppo passivo – lo ammetto – ma mi sono stufata di essere sempre quella che cerca, che fa, che si organizza. Almeno per una volta voglio farmi trascinare dalla corrente, anzichè remare sempre contro. Mi sento un po’ come Holden Caufield in questi giorni: ho riletto quel libro da poco e – nonostante alcune cose – mi ritrovo proprio in lui.
Potrebbe essere una mia versione al maschile.

Capodanno l’ho trascorso in compagnia: ero in una villetta al mare, non tanto lontano da casa. Discoteca, tante gente. Una bella serata. Spero una bella premessa per il nuovo anno.
La mattina siamo scesi in spiaggia a fare una passeggiata: se c’è una cosa che mi piace è proprio il mare in inverno. E’ lo stesso mare che vedevo tutti i giorni quest’estate, dal ristorante dove lavoravo. Eppure mi sembrava così diverso. Non so come spiegarlo: è una questione di sensazioni. Forse è quel misto di solitudine e malinconia che lo rende così affascinante ai miei occhi. O – più semplicemente – è stato il contesto in cui ero: rivedere quei posti dove ho trascorso due mesi e mezzo, così vuoti da sembrare abbandonati, mi ha fatto tornare alla mente tante cose.
Tante cose che quest’anno rivedrò con il binocolo (anzi col telescopio!) se non mi metto seriamente a studiare per passare tutti questi esami. Ecco perchè non credo che avrò molto tempo per aggiornare il blog, a meno che non mi succeda qualcosa di davvero inaspettato e sorprendente. E i casi potrebbero essere:
a) una vincita milionaria al Superenalotto
b) lo schianto di un meteorite sulla mia casa (ma in quel caso non avrei più il computer per potervelo raccontare)
c) l’incontro con l’uomo della mia vita (ne dubito fortemente, al massimo potrei incontrare l’uomo di questo mese)
d) un cambiamento importante come il colore e il taglio dei capelli
e) un dubbio filosofico che non mi fa dormire la notte
f) un argomento di economia che mi sta particolarmente a cuore (cioé nessuno)

Penso di non aver dimenticato niente. Mi pare di aver scritto tutto quanto. Ora vado a studiare…ci si vede a marzo, forse febbraio.

nella foto: il mio probabile aspetto dopo il mese di febbraio