Simo*


Ho sceso dandoti il braccio…


Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
Non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Eugenio Montale

Una delle mie poesie preferite, in cui si concentrano il dolore, il rimpianto, l’amarezza e la nostalgia del poeta.
Le scale sono usate come metafora della vita: lo “scendere le scale” va inteso come progressivo avvicinarsi del poeta alla vecchiaia. “E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino”. Ogni gradino, rappresenta un giorno senza lei e senza la sua guida: “Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue”.
Tutto oramai sembra inutile agli occhi di Montale, il quale si lascia andare al ricordo del loro “breve lungo viaggio”.


Niente di nuovo sotto il sole

Incasinatissima. Sempre troppo stanca per fare qualcosa durante la settimana. Mi sveglio, vado a lezione, torno a casa stanca, non faccio in tempo a sedermi ed ecco che arriva A. per aiutarla a fare i compiti e a studiare.
Oggi ho imparato tutta la lezione sui fenici. Praticamente ho memorizzato quelle pagine (come se mi servisse immagazzinare nuove e inutili nozioni), ma a lei nulla. Non le entrano in testa. E mi costringe a rispiegarglielo per la 300esima volta e a farglielo ripetere per la millesima volta.
Non ho mai odiato tanto i fenici da quando ho iniziato a studiare storia.
Ed una cosa è andata.
La verità è che non riesco a recuperare le poche ore di sonno, la stanchezza si accumula e, spesso, il fine settimana, in cui dovrei rilassarmi, diventa fonte di stress ancora maggiore.
A parte questo, come recita il titolo, niente di nuovo sotto il sole.
Sono mediamente felice.
La felicità aumenta di pari passo con l’agitazione e la paura di non riuscire a combinare niente di buono questo semestre.
Ho la paura di voler fare troppe cose insieme e di non riuscire in nessuna.
A metà giugno, lezioni finite o non finite, torno a lavoro. E pazienza! Vorrà dire che mi finirò il libro da sola.
Dopo molti tira e molla, la settimana scorsa ho chiamato la mia capo-ufficio. Era molto contenta di sentirmi. Le ho spiegato che a luglio avrei due (dei tre teorici che dovrei dare ma uno inevitabilmente slitterà a settembre) esami, e mi ha risposta con uno strano “Good!” che mi ha fatto dubitare sul fatto che sia stata capita.
Mah…
Spero mi faccia la cortesia di lasciarmi liberi almeno i giorni degli esami, poi posso anche lavorare non-stop fino ai primi di settembre, ma basta che mi dia liberi almeno quei 4 giorni.
Spero di poter confidare nella comprensione dei professori, soprattutto di quello di diritto privato e mi faccia dare l’esame “in anticipo” a maggio, ma non ci spero molto, anzi ne dubito fortemente.
Nonostante questo “tormento”, non vedo davvero l’ora che arrivi giugno.
Se penso che è già passato quasi un anno dal colloquio, dal primo giorno di lavoro, dal giorno del diploma, dalla gita, dal giorno che ti ho intravisto di sfuggita in cucina (e la certezza che quest’anno non ci sarai).
Oddio!! Il tempo sta passando troppo velocemente.
I giorni si susseguono senza che me ne renda conto e il tempo mi sfugge via dalle mani.
E la settimana prossima sarò già un anno più vecchia.


Studio o lavoro?!

tutte e due ovviamente…..

Dopo la parentesi “Febbraio, dolce far niente”, anche marzo sta per finire senza tante complicazioni.
E aprile è alle porte. Dopo aprile viene maggio e infine – finalmente – GIUGNOOOOOOOOOO!!!!!!!
So già che sarò incasinatissima questi mesi.
Mi dovrò destreggiare con le nuove materie, scegliere quali dare a luglio e quale ddelle tre lasciarmi a settembre. Dovrò cercare di conciliare impegni di lavoro con lo studio per un bel pò di tempo.
Eppure non mi spaventa lavorare e studiare contemporaneamente, anzi non vedo l’ora che questi mesi passino in fretta e trovarmi direttamente catapultata a giugno!
Tutti mi chiedono se ce la farò, se non sarò troppo stanca per lo studio, se non mi distrarrò da altre preoccupazioni (e paranoie).
Io penso di farcela. Sono molto ottimista in questo. Credo in me (e se non lo faccio io?!).
Se c’è una cosa che non sopporto è stare con le mani in mano. Mi piace rendermi utile, non stare mai ferma.
Sono molto più felice quando sono impegnata 36 ore su 24, senza neanche il tempo per sedermi un attimo a riprendere fiato, tormentata dal mal di stomaco, con la paura di sbagliare ogni minima cosa.
Il tempo libero mi annoia, non so mai che fare. Non sopporterei stare tutto il periodo estivo rinchiusa a studiare (e in pratica a fare nulla), col caldo, con la musica e le grida del parco acquatico vicino a casa.
E poi, diciamoci la verità, abito in una zona in cui d’estate non è permesso stare in casa. E’ il brutto (o il bello) di vivere in una zona turistica, tanto desolata d’inverno, quanto caotica e “chiassosa” d’estate.
Basta!!!
Da maggio (con Sant’Efisio da noi inizia “ufficialmente” la stagione estiva) mi trasferisco su un monte, come un’eremita.
Per questo devo mettermi già da adesso a combinare qualcosa….

In fondo a giugno mancano solo 2 mesi e qualche settimana. :D
tieni duro


Un sogno per sfogarsi

Oggi mi sono decisa!
Ho messo a posto le dispense e gli appunti di micro e statistica, che sono arrivati in poco meno di due settimane ad invadermi le mensole della scrivania.
Mi sono rotta pure un dito cercando di infilare quei maledetti fogli nei dorsini, troppo piccoli per contenere tutti quei fogli!
Vabbè, come al solito ho sbagliato le “misure”. :)

Oggi ho sognato come non mi capitava da tempo.
Non ricordo se era un unico grande sogno in cui mi capitavano tante cose o erano tanti piccoli sogni senza un filo logico.
Alcuni rasentavano l’incredibile e devo aver pure superato il limite della sanità mentale in alcune parti.
In uno c’era il mio professore di Tecnica delle superiori (ahahahah il mio incubo peggiore!) che conduceva un quiz a premi dove in palio c’erano 20mila franchi svizzeri (ahahahahah ma come mi vengono in mente) a chi rispondeva a più domande di tecnica bancaria (e cos’altro sennò?!…almeno era un sogno coerente!).
——————————————————————–>
Ma ne ricordo uno in particolare. Dopo di quello mi sono svegliata di soprassalto, sudatissima e ancora con lo stato d’animo che provavo in sogno.
Ho riversato tutta la mia rabbia e tutto quello che non sono mai riuscita a dire in quella parte particolare del sogno.
E per un po’ di tempo sono rimasta convinta di averlo fatto davvero!
Peccato che era solo un sogno.
E’ bello come i sogni possano essere liberatori. Ti permettono di dire o fare quello che, magari, nella realtà non ti passerebbe nemmeno per la testa.
Sono convinta che esprimano la parte più nascosta di ognuno.
E come diceva una vecchia canzone che ascoltavo da piccola: “I sogni son desideri”, e chissà che non si avverino.
Prima o poi.


….mi sento viva!


26 febbraio 2006

Le luci, i suoni, i profumi, i sapori.
Tutto si confonde in me.
Sta facendo effetto.
Era una sensazione che non sentivo da troppo tempo.
Eccolo.
Sta scorrendo nelle mie vene, raggiungendo ogni parte di me.
Mi sento leggera, felice, ho uno stupido sorriso stampato sul volto.
Le parole escono da sole, non c’è bisogno che le pensi.
La testa è leggera, galleggio, posso volare.
Riconosco volti amici, storditi di felicità come me.
Rido.
Vedo la musica, sento i colori.
Non sono stanca. Sono piena di energie. Se mi fermo è finita.
Questa notte non finirà mai, eppure so che tra un po’ tutto tacerà.
Esco fuori.
Cerco di camminare dritta.
Rido. Di nuovo.
Mi accendo la decima sigaretta della serata. Al contrario.
Ne accendo un’altra.
Arriva altra gente.
Torno dentro.
Voglio sentirmi sempre così.
Stordita.
Eppure felice.
Mi sento viva!
————————

Adesso sono nel buio della mia stanza.
Ho sete.
Ho bevuto una bottiglia d’acqua.
Ho ancora sete.
Nella mia testa risuona ancora la musica.
Ancora vivo è il ricordo di stasera.
Chiudo gli occhi.
Il sonno cancellerà tutto.