Simo*


2005: Tempo di bilanci


In questo periodo è tutto un fiorire di blog che tirano le somme su questo vecchio anno che tra qualche ora se ne andrà via per sempre.
Allora perché non adeguarmi anche io?
Quindi ecco che cerco di trarre le mie conclusioni da quest’anno che finalmente è finito.
Posso dire che il 2005 è stato l’anno delle occasioni mancate.
Ricordo che non è iniziato nel migliore dei modi. Gennaio ha visto la fine di un’amicizia molto importante per me (e spero lo sia stata anche per questa persona), a cui tenevo veramente tanto. Questa persona per me era diventata un punto di riferimento, una persona alla quale raccontare tutti i miei casini senza aver paura di apparire ridicola. Ma purtroppo qualcosa – o meglio – qualcuno è cambiato e, improvvisamente, è diventata un’estranea per me.
Ogni volta che si è cercato di parlare, abbiamo finito col litigare ancora di più, rinfacciandocci tutte le cose possibili.
Ora nemmeno ci salutiamo più, ma ripensandoci è meglio così. Per tutte e due.
Sempre a gennaio ho perso un appuntamento molto importante per me, ovvero ho perso l’unica data italiana dei Green Day, dopo 5 anni di attesa per il loro nuovo cd.
E vabbè….ho perso anche il concerto di giugno. Sarà per altri anni.
Da febbraio a giugno sono stata impegnata dalla scuola, tanto che non avevo tempo per altro. Ho però imparato a riconoscere le persone con cui vale la pena stare, facendo così un po’ di ordine e di “pulizia” nella mia vita.
A Febbraio avevo già preso la decisione che quest’estate non l’avrei passata come quella dell’anno prima, a fare nulla, a sentirmi inutile e ad annoiarmi. Infatti ad aprile avevo già la certezza che mi avrebbero presa a lavorare in un hotel vicino a casa. E così è stato.
Ed è stata la mia “salvezza” in un certo senso.
Dove lavoravo ho conosciuto tantissime persone, diversissime tra loro ma accomunate tutte dallo stesso “infausto” destino di lavorare assieme.
Soprattutto ho legato con una mia collega che. guarda caso, si chiamava proprio come me. Se non ci fosse stata lei, il primo periodo soprattutto sarebbe stato molto difficile per me. Soprattutto per il mio carattere che non mi rende molto socievole in un ambiente nuovo.
Poi piano piano ho conosciuto altre persone. Sono diventata amica dei cuochi (che non guasta mai), dei camerieri ecc.. e l’ultimo mese ho mangiato davvero bene :P
Soprattutto ricorderò tutti quelli che hanno lavorato al ristorante sardo. C’era B. che ci metteva da parte i dolcetti e le seadas col gelato e mi preparava la pasta dopo il lavoro. Poi c’era R. che ogni tanto si avvicinava appena mi vedeva con gli occhi chiusi cercando di tenermi sveglia. E poi come dimenticarmi di P. che l’ultimo giorno di lavoro mi ha preparato un piattone delle sue patatine buonissime.
A proposito di occasioni mancate, quest’estate ho mancato:
- il concerto dei Green Day ad Imola (e siamo a 2);
- il concerto degli Ska-p;
- i Subsonica vicino a casa mia;
- l’occasione di stare con una persona che aveva un debole per me. (e ancora me ne chiedo il perché).
Chiusa la parentesi lavorativa, sono tornata alla mia quasi vita di sempre. Ad ottobre ho iniziato l’università. Infatti a luglio mi sono diplomata con il massimo che si poteva avere e addirittura con la lode (giusto per esagerare e per permettere a mia mamma di vantarsi con tutti quelli che le capitavano a tiro).
Stavo dicendo, ad ottobre ho iniziato l’università. Mi sono e mi sto confrontando con un mondo del tutto diverso dalle superiori in cui ancora fatico ad emergere. Ho conosciuto delle colleghe simpatiche con le quali vado molto d’accordo, pur essendo una conoscenza ancora molto superficiale.
Ho approfondito l’amcizia (non so come altro definirla) con due persone conosciute quasi per caso in internet (a proposito ringrazio i Green Day per questo). Abbiamo trascorso bei momenti assieme, non posso negarlo. Ma sento che manca qualcosa. Non lo so. Penso che da quel 4 dicembre sia cambiato qualcosa. Non lo so. E’ stato il più brutto giorno in assoluto di tutto l’anno.
In quest’anno non sono mancati i momenti di sconforto e di vuoto dentro. Ci sono stati momenti in cui mi sono chiesta: “Ma che cosa sto facendo?” e in cui avrei voluto mollare tutto. Ma ho sempre trovato la forza di andare avanti, nonostante le 1000 delusioni, nonostante tutto sono andata avanti senza chiedere l’aiuto di nessuno. E di questo ne vado fiera. Perché comunque è andata, mi sono sempre rialzata con le mie forze, e non devo niente a nessuno.
Purtroppo il 2005 non mi ha portato l’amore e da questo punto di vista mi auguro che il 2006 sia meglio. Soprattutto quest’anno non voglio avere rimpianti.

Auguri a tutti. Vi auguro uno splendido 2006.
Simona


Only of you

Vorrei poterti dire
Ma le parole verrebbero fuori sbagliate
Oh se solo sapessi
Come mi sono sentita per così tanto tempo
So che siamo mondi separati
Ma semplicemente non m?importa
Questi sentimenti nel mio cuore
Li voglio condividerla solo con te
La prima volta che ti ho visto di sfuggita
Allora tutti i miei pensieri erano solo per te
Spero che con il passare del tempo
Tu penserai lo stesso di me
Trascorro molte notti sveglio
Vorrei solo che tu potessi vedere
So che siamo solo amici
Spero che questo sentimento non finisca mai
Se solo potessi stringerti
E’ la sola cosa che voglio fare
La prima volta che ti ho visto di sfuggita
Allora tutti i miei pensieri erano solo per te

..ci stiamo allontanando…non sai quanto mi fa male


Finalmente vacanza


Ultimo giorno di lezioni.
Iniziano le vacanze natalizie. Che, quest’anno, tanto vacanze non sono, visto che mi devo preparare per la seconda parte di Matematica generale e Economia aziendale.
Quest’anno non riesco a sentire l’atmosfera natalizia. Sarà anche perché non abbiamo fatto l’albero quest’anno. Mia madre non ha intenzione di farlo. Sarà un Natale strano. Senza mia nonna. E’ venuta a mancare a fine ottobre. Ha lasciato un grande vuoto in tutti quanti. Sarà un Natale strano. Ma questo l’ho già scritto.
Mi rifarò per l’ultimo dell’anno. Iniziarne uno nuovo di zecca. Lasciarmi il 2005 alle spalle.

Buone vacanze a tutti.
Simona


Io vado avanti

Ho cancellato tutte le foto dalla mia macchina fotografica
Io vado avanti.
Non voglio più guardarmi indietro.
Io vado avanti.
Vedo solo errori, scelte sbagliate e troppa ingenuità.
Io vado avanti.
Vivere solo per me stessa, scegliere le persone giuste.
Io vado avanti.
Amare, essere ricambiata.
Io vado avanti.
Non arrendersi mai, anche quando tutto và male.
Io vado avanti.
Nuove foto prenderanno il posto delle vecchie.
Io vado avanti.
Vecchie foto che fanno male ogni volta che guardo.
Io vado avanti.
Che il nuovo anno mi porti tutto quello che il 2005 non mi ha dato.
Io vado avanti.
Che il 2006 non mi illuda come ha fatto questo bugiardo e subdolo 2005.
Io vado avanti.
E continuerò per la mia strada a testa alta!
Io vado avanti.

Buon week-end a tutti!


Chi vuole essere il prossimo?

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La noia


Noia come inadeguatezza alla realtà. Noia come incapacità di stabilire un reale contatto con le cose e le persone che ci circondano. La noia non è mancanza di divertimento. Anzi sono molto simili perché entrambi provocano dimenticanza e distrazione, anche se di un genere particolare.

L’altro ieri rileggevo una mia schedatura sul romanzo “La noia” di Moravia. A distanza di ben due anni, solo adesso riesco a comprendere più a fondo quello che intendeva Moravia attraverso i suoi personaggi, grigi e spenti.
Tutti quanti si muovono senza saperne il perché, senza interrogarsi sul senso della propria vita. Quello di Moravia è un mondo fatto di apparenze e di superficialità: una carnevalata. I personaggi che verosimilmente tentano di “evadere” da questa realtà (che realtà non è), falliscono miseramente. Falso è il mondo che li circonda. Falso è il loro proposito di ribellarsi.
Anch’io mi sento intrappolata in un mondo che non mi appartiene, che non sento mio. Solo per poco tempo riesco a “cambiare” oppure vado incontro ad un inevitabile fallimento e torno alla mia routine di sempre. L’affezionarmi morbosamente alle persone, quasi idealizzandole, è una conseguenza di questa noia esistenziale. E quando mi deludono non riesco più a perdonarle.

C’è una frase in particolare che mi ha colpito di questo romanzo che – a dispetto del titolo – non è per niente noioso. E’ una breve frase, ma che riassume con molta efficacia l’agire umano:

“l’umanità si divide in due categorie: coloro che di fronte ad una difficoltà insormontabile provano l’impulso di uccidere e coloro che, invece, provano l’impulso di uccidersi.”