Simo*


Like in 2008

Ne è passato di tempo. Sono successe troppe cose in questi quattro anni di assenza. Non credevo questo blog esistesse ancora e i vecchi post mi ricordano la ragazza che ero. E’ come disotterrare una di quelle scatole di scarpe dove avevamo conservato i nostri “tesori” più importanti dell’infanzia.

Mi sta venendo voglia di rincominciare a scrivere. Chissà chi mi leggerà.

S.


The end

Vorrei sapere che fine ho fatto fare a questo blog che, fino a poco prima dell’estate, raccoglieva i miei sfoghi, i miei pensieri. Non riesco proprio a capire come possa essere arrivata a questo punto. 
Forse sto manifestando anche io i segni di cedimento e di stanchezza di questo mondo virtuale.
Non credo di essere cambiata poi così tanto da maggio. Certo molte cose sono successe nella seconda metà di questo 2008 così strano: alcune belle, alcune meno belle, altre tristi, altre così tragiche da risultare addirittura comiche e che, inevitabilmente, hanno lasciato un segno.
E’ forse questa la fine di tutto? Di questo piccolo angolo che mi sono ritagliata nel tempo?
Credo proprio di sì.

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In vacanza da una vita

E’ trascorso poco meno di un mese dal mio ultimo giorno di lavoro, da quell’ultimo giorno di una vita estiva che tanto vita non è, che ti assorbe completamente nei suoi meccanismi e nei suoi ritmi lavorativi, che non lascia tempo per se stessi, per l’introspezione, per i tuoi amici. Vivere avendo la sensazione di non vivere davvero, è stato ciò che mi ha tormentata quest’estate.
Eppure ho come l’impressione che siano passati mesi, anni da quella mattina che ho chiuso per l’ultima volta la porta della mia camera. Ho una percezione del tempo distorta, abituata com’ero a vivere le mie giornate velocemente, unicamente in funzione di quel posto, trascurando altre cose imporanti. Come il mio blog, a parte qualche sporadica "apparizione" dal sapore esageratamente deprimente. Quante volte, stando là ho desiderato avere la tastiera di un notebook tra le mani per poter fissare certe sensazioni, certi pensieri che solo quel posto era ed è capace di suscitarmi.

In questo mese sono successe molte cose più o meno importanti, piccoli segni che qualcosa sta, finalmente, cambiando, muovendosi verso altre direzioni e spezzando quel circolo vizioso fatto dalla monotona alternanza università/lavoro.
Se nell’ultimo articolo scrivevo dell’università lasciata macerare tra le mie indecisioni, occupata com’ero a complicarmi la vita con altri pensieri più o meno – ma io propendo per la seconda scelta – razionali, ora posso dire di essermi totalmente lasciata indietro queste incertezze.

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Il giro di boa

 

Credo che questo ferragosto abbia pareggiato i conti con una stagione davvero pessima in tutti i sensi. Era da quasi cinque anni che non festeggiavo un ferragosto in spiaggia: è stato un piacevole tuffo nel passato, un delirio totale. Vedere le nostre facce sconvolte la mattina dopo è stato ancora più divertente.

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Despite all my rage, I am still just a rat in a cage

 

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Lavorare stanca

"La vita si vive o si scrive…." – L. Pirandello

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Ringraziamenti

La settimana critica degli esami e dei presami è finita.
Grazie al cielo tutto è andato bene., anche se aspetto ancora un risultato.
Grazie al mio "portafortuna" che, con pazienza, rispondeva ai miei messaggi senza senso prima delle interrogazioni.
Grazie a B. per la serata di ieri: abbiamo recuperato alla grande il nulla di fatto del primo maggio.
Grazie alle scarpe nuove che mi hanno fatto ballare tutta la notte.
Grazie al magnifico mal di testa che mi accompagnerà fino a domani mattina.
Grazie al nuovo cd di CapaRezza. Già dai tempi de "Il secondo secondo me" avevo capito il genio che si nascondeva. Alla faccia di chi lo ricorda solo per "Fuori dal Tunnel"
Grazie a Zara e alla maglietta dei Clash, che cercavo da tempo e che non pensavo di trovare proprio nel reparto bambino. E’ sempre bello scoprire che le magliette taglia 9-10 anni mi stanno a pennello.

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A me piacciono i ragazzi terra terra

Ieri l’ho rincontrato.
Mi ha fatto un cenno con la mano da lontano e mi ha detto all’orecchio che dobbiamo rivederci prima di giugno.
Non so fino a che punto possa esserci davvero interesse da parte sua. Da parte mia non lo so, perché continuo a dimenticarmelo. Anzi, ieri notte mi sono sorpresa di averlo riconosciuto, visto che il suo volto ancora fatico a memorizzarlo, tendendo a resettare tutto ciò che lo riguarda nel giro di poche ore. E questo fatto la dice lunga sul suo gran carisma e sulla mia memoria che, di solito quando si tratta di memorizzare volti, è praticamente imbattibile. Invece con lui non c’è niente da fare. Quando lo vedo – o meglio quando lui mi vede – mi si spengono le sinapsi e le connessioni cervello/occhi. Gli occhi guardano il suo viso ma in realtà è come se vedessi una nuvoletta sfuocata, come in quelle interviste dove l’intervistato non vuole farsi riconoscere. Anche dopo l’ultima volta che ci siamo visti, ricordavo perfettamente com’era vestito (tutto tutto, compresa la marca della cinta e l’orologio), ma nient’altro.
Perché il mio cervellino rimuove continuamente la sua immagine? Mi vuole forse far capire qualcosa?

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Illusione Estiva

Fino a qualche anno fa, la sagra di Sant’Efisio e il suo passaggio nel mio paese segnavano l’inizio ufficiale del conto alla rovescia alla fine della scuola e all’inizio di tre mesi di mare, sole e dolce far nulla.
Anche quest’anno Sant’Efisio è arrivato velocemente, e altrettanto velcomente è andato via, portando con sé anche i primi scorci d’estate: la piazza zeppa di gente e di turisti, i bar senza nemmeno un tavolino libero, il sole che picchia forte e costringe a vestirsi leggeri (ed era anche ora!).
Il week-end lungo portato dal santo non mi ha dato modo di fermarmi. Tra una festa di compleanno , un’aperitivo al solito posto e una serata al pub, non ho avuto un momento libero e ho avuto come l’illusione che fosse già estate.

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Nelle puntate precedenti

Le uscite con B. – la mia ormai ex collega – hanno sempre un qualcosa di imprevedibile. Puoi divertirti tantissimo facendo cose che mai avresti immaginato, oppure non combinare o concludere niente ma farti comunque quattro risate in compagnia. Mi fa sempre un immenso piacere rivedere B., mi ricorda le serate di quell’incredibile estate del 2006. Non nascondo che al lavoro si sentirà la sua mancanza, ma comunque sono contenta che, almeno lei, abbia trovato il coraggio di tirarsi fuori e di trovare qualcosa di meglio.
E fra meno di un mese si rincomincia. E fra meno di un mese consegnerò, ancora una volta, questo blog all’oblio estivo.

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